Guida per viaggiare in India
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Il nostro sogno diventa realtà

Viaggio di nozze in India

Il nostro sogno diventa realtà

il nostro viaggio di nozze in india

Nome : Violetta e Massimiliano
Mail : violettacatanzaro@virgilio.it
Partenza - 30 Dicembre 2009
Ritorno - 19 Gennaio 2010
Auto - Ambassador car

Racconto :
Consiglio a tutti di partire con l’agenzia di Karni perché è davvero una brava persona.

Ciao Karni!!!!!

MARTEDI’ 29 DICEMBRE 2009
Partenza da Palermo con Easy Jet, volo alle 9.25, ritardo 1 h. Arrivo a Mxp alle 12.00, trasferimento in bus (gratuito) dal terminal 2 al terminal 1 , distante qualche km. Finalmente pranzo alle 14.30 e dopo, cioè adesso, DUE PALLE COSI’!!!!!! L’imbarco per Parigi è alle 20 circa e il volo alle 20.50. Dopo aver visto ripetutamente tutti i negozi, penso che ci impiccheremo per la noia ?.

MERCOLEDI’ 30 DICEMBRE 2009
Non ci siamo uccisi!!!!! Siamo arrivati a Parigi alle 22.30 circa e abbiamo trovato abbastanza facilmente lo Sheraton che si trova proprio all’interno del terminal 2 di Cdg, eravamo davvero cotti, dopo una doccia siamo crollati ma io come sempre non ho dormito ? io ( Massimo) invece si!!!! ?.

Siccome io ho sempre paura di perdere l’aereo, ci siamo alzati alle 6.30 e ora siamo al terminal 2 ad aspettare che si facciamo le 10.30 per partire finalmente per la nostra destinazione definitiva che è L’India. Abbiamo fatto colazione ma io ho sonno e non vedo l’ora di salire sull’aereo per dormire!!!! Forse…..

Prima disavventura!!!!! Il nostro volo è stato spostato per problemi all’aereo, non sappiamo di che natura, quindi, alcuni passeggeri partiranno con AirIndia e altri con Air France ma su aeromobili più piccoli.. Dicono che alle 13.30 apriranno il gate ma si vocifera che la partenza sia alle 16.00, boh!!!! Ci hanno dato acqua e un sandwich ma siamo distrutti e non vediamo l’ora di partire, ma soprattutto di arrivare!!

GIOVEDI’ 31 DICEMBRE 2009
Rieccoci!!!! La nostra honeymoon non è cominciata molto bene!!!! Allora ieri ci hanno fatti imbarcare su un altro volo Air France, alle 16 circa, ci hanno tenuti sull’aereo fino alle 20.00, digiuni e stanchi, e infine ci hanno detto che non potevamo partire per Delhi perché il tempo era troppo brutto a destinazione e quindi ci hanno fatto riscendere, abbiamo fatto un’altra fila per il customare service al quale ci hanno detto che il nuovo volo sarebbe partito oggi alle 11 e che ci offrivano hotel cena e colazione. Quindi abbiamo preso l’airport shuttle che ci a portati dal terminal 2 al terminal 3 dove ci aspettava l’Ibis hotel. Naturalmente l’avventura non è finita, stamattina arrivati al terminal 2C, ci blocca l’esercito con tanto di mitra perché non so che caspita fosse successo. Abbiamo aspettato circa un’ora, hanno riaperto il terminal, abbiamo rifatto la fila per la boarding pass, abbiamo ripassato i controlli e adesso siamo al gate in attesa dell’imbarco. Speriamo sia la volta buona, in tutto questo, non solo abbiamo perso un giorno a Delhi, abbiamo pagato una notte a vuoto e peggio ancora brinderemo al nuovo anno in aeroporto perché l’arrivo è previsto per le 24!!! Evviva Air France!!!!!

Non ci crederete ma la disavventura non è finita qui!!! Arrivati a Delhi alle 24 come previsto, ci accorgiamo con rammarico che uno dei nostri bagagli è andato perso, questo ci è costato un’altra interminabile fila per dichiarare la scomparsa del bagaglio e non abbiamo saputo altro se non che lo stesso era rimasto a Parigi e sarebbe arrivato forse domani, peccato che noi faremo un tour e cambieremo hotel ogni giorno!!!!. Air France con noi ha chiuso, non ci hanno dato neanche un centesimo per comprare i beni di prima necessità . Finita questa lunga ed estenuante procedura e dopo aver pianto a dirotto per la disperazione, usciamo dall’aeroporto e troviamo Baba, il nostro driver, ad aspettarci per fortuna!!! Avevamo avuto il dubbio che con tutte queste disavventure non avremmo trovato nessuno! Il nostro driver ci conduce al The Park hotel nella nuova Delhi, che di nuovo secondo noi ha ben poco. Dopo un lungo check in arriviamo finalmente nella nostra stanza, l’hotel merita, la stanza è bella, pulita e dotata di molti confort tra cui il lettore per ipod e televisione lcd anche in bagno, peccato che non possiamo godercela molto perché andiamo a letto alle 4 e alle 7 suona la sveglia.

VENERDI’ 1 GENNAIO 2010
La colazione in hotel è buona e abbondante e alle 8.30 parte il nostro tour con Baba, direzione Mandawa, 270 km di strade non proprio nuove, ma il paesaggio è interessante.

Arriviamo a Mandawa alle 15.30 e Baba ci presenta un amico di Karni che parla italiano e ci farà da guida oggi e domani a Fathepur, mancia consigliata 300 Rp, circa 5 €. Facciamo il giro della piccola città che conta 25000 abitanti di cui 15000 indù e 10000 musulmani, è ricca di haveli, cioè le case degli ex commercianti ormai in disuso, infatti si sono tutti trasferiti nelle grandi città e le haveli sono in decadenza perché ci vorrebbero tanti soldi per restaurarle, alcuni lo hanno fatto privatamente e la guida ci ha detto che ne lo stato ne l’unesco si preoccupano di recuperare questo patrimonio. Gli affreschi sono molto belli, ma molto sbiaditi al contrario di quelli restaurati con colori chimici. Gli affreschi rappresentano i maraja con le mogli, dei indù come shiva, visnu e krisna, raffigurazioni del kamasutra ecc…..i proprietari delle haveli si erano arricchiti con il traffico dell’oppio, finita questa entrata sono caduti in disgrazia, adesso non fumano più oppio con il narghilè ma marjuana e si sono trasferiti nelle grandi città, Delhi, Bombay e Calcutta.

SABATO’ 2 GENNAIO 2010
Oggi si parte alle 9.30 per Bikaner, passando per Fatephur, la guida di Mandawa viene con noi e ci mostra altre haveli, tenute dai custodi per conto dei proprietari, in una di queste una donna ci offre del te nero masala, davvero buonissimo!!! Fatephur è molto sporca ed è più grande di Mandawa infatti conta circa 75000 abitanti. Salutata la guida dopo aver dato la mancia di 300 rupie ( circa 5 €), ci incamminiamo per Bikaner e arriviamo intorno alle 14, purtroppo i tragitti in macchina sono lunghissimi circa 5/6 ore, ma dobbiamo riconoscere che siamo rimasti positivamente colpiti dalle strade indiane, avevamo letto molto a tal proposito e tutti scrivevano che le strade sono dissestate, brutte e difficili da sostenere in viaggio per tante ore, noi riconosciamo che alcune strade all’interno dei paesi che si attraversano sono piene di buche, ma nei lunghi tragitti tra un paese e l’altro le strade sono perfette. Credo che tutte le impressioni siano molto personali ma fin’ora è questo quello che pensiamo anche riguardo alla gente che ti chiede soldi, penne e che vuole sempre mance; si è tutto vero ma non mi sento così assillata come avevo immaginato di sentirmi leggendo gli altri diari di viaggio, dipende molto da come ti poni e da che aspettative hai, certo se sei intollerante è normale che tutto ti dia fastidio, ma se accetti che sei in un altro paese con usanze diverse dalle tue diventa tutto più facile e riesci ad apprezzare tante cose e ve lo dice una che di suo è molto intollerante. Dunque, arrivati a Bikaner andiamo in hotel per fare il check in e ci rendiamo subito conto che il nostro hotel è fantastico, da mille e una notte, fino ad ora il più suggestivo in assoluto. Lasciate le valigie in camera ci incamminiamo per il forte che è davvero bello, abbiamo pagato il biglietto solo per il forte e non per il museo ed è costato in due 300 rupie più 60 rupie per 2 macchine fotografiche. Il giro dura circa un’ora ed è molto bello, abbiamo fatto tante foto tra le stanze da letto del maraja e le sue varie cose, abiti, armi, trofei di caccia, addirittura un ascensore e un aeroplano regalatogli dal governo britannico dopo la prima guerra mondiale. Finito il giro ci incamminiamo per Dehsnoke dove c’è il mouse temple, avete capito bene, il tempio dei topi che portano fortuna e scorazzano indisturbati per tutto il tempio. Prima di entrare ti fanno togliere le scarpe, all’interno paghi 20 rp per ogni macchina fotografica, noi ne avevamo una perché io ero troppo impegnata a stare attaccata a mio marito per la paura e di certo non pensavo a fare foto,a quello ci ha pensato lui. Appena dentro il tempio entro subito in contatto con uno degli ospiti, cioè un topo mi sale sui piedi e io grido sotto lo sguardo divertito degli indiani che naturalmente non capiscono perché noi abbiamo paura dei topi,visto che loro li adorano,li accarezzano, danno loro da mangiare, ecc.. insomma ho fatto la figura della turista stupida, ma che ci posso fare io odio i topi anche se piccoli e innocui come quelli di Dehsnoke. Comunque il tempio l’ho visitato, c’è voluto tanto coraggio ma l’ho fatto, mio marito invece era più infastidito dal cattivo odore che io non ho sentito, credo per la paura. Lasciata Dehsnoke torniamo verso Bikaner e dopo aver comprato qualcosa al supermercato torniamo in hotel davvero molto stanchi. Nonostante tutto mentre io facevo la doccia mio marito ha fatto delle foto dell’hotel, che è una delle residenze del maraja, fantastiche da mille e una notte davvero, abbiamo voluto assaporare ogni momento, ammirare ed imprimere nella mente ogni angolo di questo posto meraviglioso, vi dico soltanto che in due giorni abbiamo collezionato circa 600 foto. Dopo il servizio fotografico al nostro splendido hotel, siamo andati a cena e in seguito abbiamo fatto una foto fantastica all’esterno dell’hotel con una famiglia indiana al completo.

DOMENICA 3 GENNAIO 2010
Siamo in viaggio per Jaisalmer dalle 8.15 del mattino e dobbiamo fare circa 320 km che a questa andatura di circa 70 km/h ci impegnerà circa per 5 ore. Baba ci dice che in circa 15 anni di lavoro in giro per il Rajastan è la prima volta che nel tratto tra Bikaner e Jaisalmer piove!!!! È davvero incredibile. Guidare un’auto in India è molto faticoso perché bisogna prestare costantemente attenzione a tutto quello che ti succede avanti e dietro l’auto, con motori ed animali che improvvisamente ti tagliano la strada, dossi stradali che si trovano in corrispondenza dei piccoli villaggi ,da affrontare a bassa velocità per evitare di danneggiare il mezzo. Baba è un driver con molta esperienza per i tanti chilometri percorsi in questi anni di tour intorno al Rajastan. Siamo arrivati a Jaisalmer alle 14.30 e alle 16.30 usciremo di nuovo, nel frattempo facciamo un riposino in camera. Puntuale alle 16.30 Baba ci viene a prendere per portarci in questo luogo incantato il cui nome è Bada Bagh, si tratta di una collina ove sorgono i cenotafi costruiti in memoria dei regnanti rajput della città. Baldacchini in pietra, monumenti equestri, e un tramonto da favola, ma fino ad un certo punto perché poi la foschia ha rovinato tutto. Alle 18 torniamo in hotel per uscire nuovamente alle 19.30, Baba ci porta in un ristorante a ridosso del forte, il GOLDEN FORT, il cui cuoco è molto anziano ed è nepalese. Mangiamo da dio giuro, chicken tikka masala, cheese rise, cheese nan, e poi verdure cotte miste a legumi e montone, tutto ottimo, mai mangiato così bene in hotel!!!! Adesso però un po’ di riposo, domani ci aspetta una giornata dura.

LUNEDI’ 4 GENNAIO 2010
Alle 8.30 troviamo Baba fuori dall’hotel con la guida italiana che comincia a spiegarci la storia di Jaisalmer, chiamata città d’oro per via delle costruzioni in arenaria gialla. Arrivati al forte cominciamo a girare per le viuzze piene di negozietti e la guida ci spiega che il forte è diviso in due parti, una abitata dai bramhani e l’altra dai rajput che sono le due caste più importanti rispettivamente degli studiosi, preti, intellettuali la prima e guerrieri la seconda. Il forte è molto bello e suggestivo, l’architettura delle case, ormai tutte private, è spettacolare, i balconi sembrano in pizzo e invece sono intagliati in blocchi unici di arenaria. Un altro capolavoro sono i due templi gianisti, da lasciare senza fiato, le figure scolpite sono tante e perfette, i templi sono puliti e molto ben tenuti, entrare senza scarpe in questo caso non è un sacrificio. Non voglio soffermarmi molto sull’aspetto culturale perché se decidete di andare in India leggerete talmente tante cose che non avrete certamente bisogno di me che vi indico cosa vedere, però ci tengo molto a facilitarvi le cose quindi cercherò di dare consigli pratici. Dopo aver visto il forte, visitiamo la città vecchia, molto pittoresca, tutta questa gente per strada che cucina, stira, spazza, cerca di venderti qualcosa, è davvero meraviglioso, avevo letto che gli indiani sono assillanti ma fino ad ora tutto ciò che ho visto è stata tanta cortesia e rispetto per il turista. La guida ci dice che bisogna stare attenti a cosa si compra perché ci sono molte cose false in giro che si possono trovare in qualsiasi mercatino in Italia, le cose originali costano di più ma la differenza è notevole e la cogliamo anche noi. Compriamo un copri piumino in seta e cotone, una stoffa pachwork, orecchini e cavigliera in argento e due statuette di osso di cammello molto antiche, che una famiglia mette in vendita perché non ha soldi per poter mantenere e restaurare la haveli. Abbiamo speso circa 200 € in totale che per lo standard indiano sono un mare di soldi ma in Italia con la stessa cifra non avremmo comprato neanche il copri piumino. Finito il giro torniamo in albergo alle 14 per riposare un po’, alle 15.30 si riparte per la cammellata nel deserto del Thar. Ci vuole circa un’ora per arrivare nel deserto, quasi subito i cammelli sono pronti e io che sono molto più imbranata, ma anche più bassa di 20 cm rispetto a mio marito, fatico un po’ per salire sul cammello anche se seduto, una volta lassù il cammello si alza e io lancio un grido perché è stranissimo, provatelo e poi mi direte, ma è sempre meglio di quando si siede, se non ci fosse stato con me il cammelliere sarei volata giù dal cammello. L’esperienza è stata molto turistica ma bella, siamo saliti sulle dune abbiamo visto un bel tramonto e infine siamo riscesi sempre sul cammello che quando va al trotto fa davvero ridere, tornati nel camp siamo rimasti per la cena tutta a base di verdure, molto buona e abbiamo anche assistito al solito spettacolo di musica e balli rajasthani, sempre interessante. Intorno alle 21.30 torniamo in hotel, domani si parte per Jodhpur.

MARTEDI’ 5 GENNAIO 2010
Alle 8.30 partenza per Jodhpur, la seconda città più importante dopo la capitale Jaipur. Arrivo in città alle 14.30 circa, stavolta non andiamo in hotel ma ci dirigiamo direttamente al forte, lungo la strada incontriamo un bel monumento che è il crematorio della famiglia reale, dentro ci sono degli altari con fotografie dei maraja morti, molto suggestivo, è un posto che trasmette rispetto e tranquillità. Lasciato il crematorio reale ci dirigiamo al forte che è davvero spettacolare, apprendiamo che il maraja di Jodhpur è molto amato dal popolo perché dopo aver perso la sua carica politica, ha in vestito i suoi soldi nel restauro e nel mantenimento del suo forte trasformandolo in museo e usando i proventi per aiutare la città di Jodhpur, così facendo ha incrementato il turismo e il forte è organizzato come qualsiasi altro monumento europeo, con audio guide, sicurezza, personale gentile e multilingue, insomma aldilà della bellezza strutturale del forte, mi è piaciuto scoprire che degli ex reale fanno qualcosa per la loro città. Finita la visita ci dirigiamo in hotel per una doccia veloce e di nuovo via per raggiungere un ristorante, che poi si rivelerà vicinissimo all’albergo, chiamato ON THE ROCKS, nel quale abbiamo mangiato benissimo, tantissimo e pagato poco. Alla fine di questo racconto vi farò un elenco degli hotel nei quali siamo stati, vi assicuro che da soli varrebbero un racconto a se, dai link che vi darò potrete vederli ma le foto non potranno mai rendere giustizia alla loro bellezza.

MERCOLEDI’ 6 GENNAIO 2010
Alle 8.30 partenza per Udaipur ma prima ci fermiamo a fotografare la tower clock nella Jodhpur vecchia e proprio attaccato si trova un negozio di spezie il cui proprietario è molto particolare, è gentilissimo e va fiero della sua arte che viene tramandata di generazione in generazione nella sua famiglia, lui ti fa accomodare, ti descrive e ti fa odorare centinaia di spezie e poi tu decidi se e cosa comprare, noi abbiamo speso circa 100 € perché non si può resistere tra the, spezie, incensi e olii, è tutto troppo buono. Lui si chiama Moahmed e la sua specialità è una ricetta di un the senza teina o caffeina che si chiama KASMIRI KAVA, provatelo, ne vale la pena, appena di fronte al negozio di spezie c’è la friggitoria più famosa di Jodhpur, dove si trova la samosha ( tenete conto che tutti i nomi in indi che leggerete, io non so come scriverli li ho soltanto sentiti dal mio autista) che è una sfoglia fritta a forma di triangolo con dentro verdure miste e le solite spezie, abbastanza piccante ma molto buona. Sulla strada per Udaipur ci fermiamo a comprare delle pashmine di ottima qualità, attenzione alla qualità delle cose che comprate, le stesse spesso le trovate in Italia, fatevi consigliare dalla vostra guida o autista. Sulla strada per Udaipur ci fermiamo ai templi giainisti di Ranakpur, meravigliosi davvero, le sculture, i tetti minuziosamente intagliati, il tempio è qualcosa di speciale, abbiamo già visto e vedremo ancora templi giainisti, ma ogni volta è un’emozione nuova. Intorno alle 17 continuiamo per Udaipur passando per i monti Aravalli, qui è pericoloso viaggiare di sera ti fermano e ti spogliano di tutto, quindi cerchiamo di fare in fretta. Il paesaggio ormai è completamente diverso perché ci siamo allontanati dal deserto, la vegetazione è rigogliosa e ci sono molte coltivazioni. Arriviamo finalmente dopo km e km di curve su per le montagne, ad Udaipur e andiamo subito in hotel, anche questo molto bello e ci dicono che ci offrono gratuitamente la suite reale, ragazzi una cosa da sballo praticamente un appartamento. Stasera cena in hotel ma prima risolviamo il problema della valigia persa, dall’aeroporto hanno spedito la valigia al the Park hotel di Delhi, nel quale abbiamo passato la prima notte, allora Karni ha mandato un suo autista a prendere il bagaglio per portarlo a Jaipur dove arriveremo tra qualche giorno, naturalmente l’hotel non ha consegnato così facilmente il bagaglio e quindi abbiamo dovuto mandare mail, fax con tutte le generalità dell’autista e finalmente la valigia è stata consegnata!!!.

GIOVEDI’ 7 GENNAIO 2010
Alle 9.30 Baba ci viene a prendere con la guida italiana e facciamo la prima fermata al tempio di Visnù, molto bello e qui vediamo le rappresentazioni del kamasutra in attesa di quelle di Kajurao, dopo ci dirigiamo al city palace, cioè il vecchio palazzo del re che qui non si chiama maraja ma marana, la differenza è che il primo amministrava e l’altro era guerriero e quindi più importante, subito notiamo che il marana al contrario del maraja di Jodhpur fa pagare molto per visitare il suo palazzo ma non lo mantiene molto bene ne fa tanto per la città. Udaipur è molto più avanti, l’istruzione arriva al 69% ed è molto più pulita e ben tenuta delle altre città, inoltre i due laghi artificiali, (il Picholaè il principale) e l’acqua che scende dai monti Aravalli, la rendono rigogliosa e romantica per via delle belle strutture costruite attorno e dentro ai laghi. Il giro continua con la visita ai giardini cosiddetti delle donne, perché il marana vi portava le concubine arabe a lui molto gradite, e che non poteva portare a palazzo per via della gelosia delle sue tante mogli indiane , allora costruì una struttura adesso adibita a museo e la circondò di rigogliosi giardini. L’ultima tappa della città è la parte nuova con il suo vivace mercato, un insieme di odori, colori e anche sapori difficili da dimenticare e da descrivere. Infine visitiamo la scuola di pittura, la cui particolarità sono le miniature e ne acquistiamo una meravigliosa, pomeriggio di relax in hotel e alle 19 appuntamento con Baba per la cena. Il ristorante è molto spartano e senza un turista ma il cibo ottimo.

VENERDI’ 8 GENNAIO 2010
8.30 partenza per Pushcar passando per Chittorgah, un consiglio, se andate ad Udaipur non mangiate allo Shiv Niwas, ci hanno fatto pagare per una cena a buffet 3330 rp cioè circa 44 €, il doppio di tutte le altre cene e non buona, inoltre mi hanno fatto pagare 5 € il fax inviato a Delhi per il bagaglio perso, davvero miserabili, d’altra parte il proprietario è sempre il Marana di cui sopra!!!! Arriviamo a Chittorgah intorno alle 11.30, città fortificata molto antica. Il forte è in stato di abbandono, ormai vi sono soltanto resti, rimane comunque molto grande e si gode un ottima vista sulla città con le case dipinte di azzurro, la nebbia gli dona un alone di mistero anche per il fatto che qui avvenivano molti suicidi di massa. Con la macchina si prosegue per vedere i templi giainisti e più avanti una torre sulla quale si può salire, attenzione agli occhiali perché le molteplici scimmie ne sono attratte e possono acchiapparli e romperli. Finita la visita partiamo alla volta di Pushkar. Arriviamo a Pushkar intorno alla 16 e dopo il check-in in hotel facciamo il giro della città con la guida che oltre a farci fare il giro del solito mercato della città, ci fa vedere due templi dei 550 che si trovano in città, quello di Visnù e quello di Brahma unico in India dedicato al dio creatore, per questo Pushkar è la città sacra e per questo non si può bere birra, se volete compratela ad Ajmir e portatela in camera per berla di nascosto. Dopo il tempio visitiamo il lago sacro dove vanno tutti a pregare e a fare le abluzioni, si presenta un po’ come Varanasi con i gradini che scendono nell’acqua e la gente sopra, ma il lago contiene soltanto un po’ d’acqua per problemi di inquinamento. Abbiamo appreso dalla guida che i turisti che provengono da tutto il mondo ma in particolare dal Sudan e da Israele, si fermano anche due mesi, io non ho trovato Pushkar interessante, dal punto di vista architettonico non c’è nulla, lo stesso tempio di Brahma non è degno di nota, però per gli induisti è molto importante.

SABATO 9 GENNAIO 2010
Oggi partenza alle 8 per il parco nazionale del Ranthambore, la strada per un tratto è buona ma per l’altra metà è bruttissima, dissestata, in rifacimento e inesistente per alcuni tratti, e siccome ci vogliono 6 ore per arrivare, Baba ci ha chiesto di partire prima in modo da arrivare in tempo per il pranzo. A Ranthambore infatti ci fermiamo 2 giorni ed abbiamo all inclusive, per la felicità di mio marito che finalmente non salterà il pranzo come l’ho costretto a fare in questi 9 giorni. Dopo aver affrontato questa strada tremenda con moltissima nebbia e tanto freddo, arriviamo per le 14 e dopo il check in andiamo a pranzo. Ottimo cibo e ottimo servizio, il personale è gentile e ci spiega tutto sui safari di domani, saranno due per tentare di vedere la tigre che non è facile da avvistare, domani vi racconterò…..oggi è il primo giorno di vero relax, infatti dopo pranzo abbiamo fatto un sonnellino, poi stiamo stati un pò al sole che nel frattempo si è fatto vedere e infine a comprare le t-shirt di cotone con su la tigre, una maglietta circa 2 € 100% cotone. Poi ancora relax, cena e a nanna presto perché il primo safari domani comincia alle 6.30.

DOMENICA 10 GENNAIO 2010
Dopo aver preso te e biscotti alle 7 partiamo per il National Park alla ricerca della tigre, non sarà facile avvistarla perché a quanto pare ne sono rimasti soltanto 35 esemplari. Non vi sto a descrivere il freddo che abbiamo patito, c’era una nebbia fitta e un freddo umido bestiale che unito al vento della jeep, naturalmente aperta, in corsa faceva si che il mio pile, il giubbino che io uso a Palermo d’inverno e una coperta che ci ha dato in dotazione l’hotel, non bastassero!!!! Quindi se decidete di venire equipaggiatevi bene, anche se la guida dice che non sempre c’è questa nebbia . i nostri autisti erano un pò pazzerelli e dovevano farci vedere la tigre a tutti i costi perché sanno che la mancia è più alta se la vedi. Hanno preso strade che non lo erano effettivamente, infatti siamo entrati dentro alla foresta mettendo sotto anche dei cespugli abbastanza grossi pur di passare, io ho avuto paura ma alla fine è stato tutto inutile perché la tigre con la fitta nebbia l’abbiamo solo intravista, ma per quanto mi riguarda poteva essere qualsiasi cosa. Alle 14 partiamo per un altro safari e speriamo che la nebbia si alzi e la tigre si degni di farsi vedere.

Alle 14 partiamo per l’altro safari, il freddo stavolta è mitigato dal sole e a parte il vento si sta bene. Incontriamo una coppia di italiani in jeep e ci dicono che è l’ottava volta che provano a vedere la tigre ma ci sono riusciti soltanto ieri in lontananza. Il giro è stato molto bello, questa volta abbiamo visitato la zona 3 che a detta di tutti è la più bella. Entrando nel parco avvistiamo le mura del vecchio forte che si ergono sopra di noi a diverse centinaia di metri. Si intravedono le strutture di templi ed un palazzo in stile indiano. Proseguendo il safari vediamo il primo dei tre laghi e molta fauna, antilopi, daini, cerbiatti, cervi, diversi tipi di uccelli molto variopinti e infine anche tre coccodrilli. La tigre purtroppo non si è fatta vedere ma è stato bello immergersi nella natura per un po’ e riposare dalla frenesia del tour che vuoi o non vuoi ti porta a correre per vedere più cose possibili. Volevo fare una piccola parentesi per parlare dell’ottimo servizio dello staff del Ranthambore Regency Hotel, ragazzi gentilissimi e disponibilissimi sia al ristorante che alla hall, anche senza mancia, infatti noi abbiamo dato la mancia ai due ragazzi del ristorante che ci avevano seguiti per i due giorni,soltanto alla fine del soggiorno.

LUNEDI’ 11 GENNAIO 2010
Oggi partenza alle 9.30 per Jaipur, dobbiamo fare 166 km ma la nebbia è fitta e ci impieghiamo 3 ore, arrivati in hotel facciamo il check in e alle 15 di nuovo fuori per fare un giro della città in tuc tuc, il mezzo di trasporto tipico indiano oltre al risciò, sarebbe la nostra motoape un po’ modificata che ti permette di stare comodamente seduto e di guardare fuori in quanto priva di vetri. Il giro dura circa un’ora e ci divertiamo da morire a stare in mezzo al traffico, devo dire che è una follia, io penso che un europeo non vivrebbe moltissimo in una città come Jaipur, clacson assordanti, nessun ordine in strada, nessuna disciplina, chi si infila da destra, chi da sinistra, chi sorpassa, chi va in controsenso, rumori assordanti insomma davvero una follia, ma per un turista, anzi per noi, è stata un’esperienza fortissima. Dopo essere scesi dal tuc tuc, Baba ci accompagna in un centro ayurvedico per un massaggio, ci fanno scegliere l’olio, io scelgo limone e mio marito un altro che non ho capito cosa fosse e comincia così questa esperienza fantastica, il massaggio lo fanno separatamente, uomini da una parte e donne da un’altra, le donne massaggiate dalle donne e gli uomini dagli uomini. L’olio al limone caldo sulla pelle è sensazionale, ci hanno massaggiati ovunque pure la testa, il viso, le orecchie, è durato 65 minuti ed è costato circa 16 €, da non perdere. Dopo il massaggio andiamo a casa di Karni che ci ha invitati a cena insieme ad un’altra coppia di Venezia, la cena è anche un pretesto per poter saldare il conto cash, questa è una cosa che non mi è andata molto a genio così ho chiesto di avere la ricevuta di pagamento, la cifra che abbiamo pagato in euro in India equivale alla paga di circa 4 anni di un operaio medio e il fatto che debba essere tutto in nero non mi va a genio, poi decidete voi cosa fare. Al di la di tutto la cena è stata ottima, lui è molto simpatico ed ospitale. A fine giornata siamo stanchi morti e quindi nanna.

MARTEDI’ 12 GENNAIO 2010
Stamattina alle 8.30 partiamo per la cittadina di Amber a circa 10 km da Jaipur, ci fermiamo al parcheggio e facciamo la salita al forte con l’elefante, io non ho gradito molto, era compreso nel prezzo, ma non so se lo rifarei è comunque una cosa soggettiva e molto turistica. Arrivati in cima al forte comincia il nostro giro con la guida che parla un po’ italiano e un po’ di più inglese, il forte è bello e particolare per l’influenza persiana visto che una delle due mogli di uno dei maraja era persiana. Abbiamo visto una jacuzzi del XVI secolo, sistemi di aerazione e di riscaldamento naturali, giardini molto belli, inoltre apprendiamo che tutte le città del Rajasthan che finiscono in pur significa che sono a ridosso dei monti Aravalli, quelle che finiscono per mer sono a ridosso del deserto del Thar. Dopo il forte visitiamo l’osservatorio con varie meridiane e strumenti per calcolare oroscopo e ascendenti, costruiti dal fondatore della città per la famiglia reale, quest’uomo era un astronomo, parlava 17 lingue ed era un grande studioso. La visita al city palace la saltiamo, non ci interessano le esposizioni del patrimonio del maraja, ne abbiamo già visti tanti. Infine andiamo in una fabbrica di pietre preziose, la manodopera costa 2 € al giorno, per questo possono vendere le pietre preziose come diamante, rubino, smeraldo e zaffiro, a poco prezzo rispetto alle altri parti del mondo. Se vuoi comprare rilasciano tanto di certificato e garanzia, io ho visto anelli fantastici, tempestati di diamanti che costavano circa un terzo di quanto li avremmo pagati in Italia, sinceramente se avessi avuto soldi avrei portato via un anello con rubini e diamanti fantastico, ma purtroppo mi sono limitata a pietre semipreziose montate in argento, per me bellissime comunque. Il pomeriggio è stato di relax in albergo e cena al ristorante sul tetto dell’albergo, molto carino, economico ma abbiamo fatto una scelta sbagliata, stanchi del solito cibo indiano, volevamo sentire sapore di casa, abbiamo preso la pizza, non so come descriverla, posso soltanto dire che non era pizza era una cosa con su il kechup e il formaggio, a quel punto ho rimpianto il solito chicken tikka.

MERCOLEDI’ 13 GENNAIO 2010
Stamattina partenza alle 9 per Agra, siamo emozionati all’idea di vedere una delle 7 meraviglie del mondo, il Taj Mahal, la strada è lunga ma questa volta non importa!!! A circa 30 km da Agra c’è una località chiamata città fantasma, Fathepur Sikri, è di origine musulmana e fu abitata soltanto per 14 anni perché poi il suo fondatore Akbar dovette lasciarla insieme a tutta la corte perché dovette andare in guerra e nessuno più vi fece ritorno. Di per se la struttura e la moschea sono belle, ma l’atmosfera è rovinata dalle centinaia di persone che ti assaltano letteralmente per venderti qualcosa o per farti da guida, ma non parlano bene ne inglese ne italiano, è stata la prima vola in cui ci siamo sentiti confusi e a volte disperati, con un maleducato ho pure litigato perché sono talmente assillanti che non ti permettono neanche di apprezzare ciò che stai guardando. Due consigli, la strada che porta al palazzo è percorribile solo dai tuc tuc, concordate prima il prezzo e non date più di 100 rp in totale, non date ascolto a chi salirà con voi sul tuc tuc e vi dirà che vuole farvi da guida per 20 rp perché è studente e i soldi gli servono per mantenersi, non è vero niente; secondo consiglio, noterete che tutti vi chiederanno insistentemente i biglietti che avete acquistato a caro prezzo ( rispetto agli altri monumenti abbiamo pagato più del doppio), non dateli a nessuno neanche al custode che inventerà la scusa di doverli ritirare per non farvi più entrare, il motivo è che li rivendono ai turisti sprovveduti a minor prezzo, stessa cosa vale per il Taj Mahal i cui biglietti costano ben 750 rp a testa, circa sette volte di più di tutti gli altri. Comunque finita questa esperienza nuova, ci dirigiamo alla volta di Agra, abbiamo poco tempo perché il Taj chiude alle 17,quindi check in veloce in hotel e via. Al monumento si arriva con il tuc tuc elettrico (100 rp) e il tratto di strada che percorrerete a piedi sarà lunghissimo per via dei soliti che vorranno vendervi qualcosa, diffidate anche della guida perché è la prima persona che vuole fregarvi i biglietti e se potete evitate di ingaggiarla perché vi dirà 2 cose che avrete letto in una qualunque guida. Il Taj toglie il fiato, credo che nessuna foto renda la sua bellezza e la sua magnificenza, è imponente, bello e allo stesso tempo delicato e poi esprime amore, la magia non viene meno mai anche se sei in mezzo a migliaia di persone. Solo lui vale il viaggio in India!!!!! Naturalmente la specialità di Agra è la lavorazione del marmo e quindi ci fermiamo in una fabbrica di un musulmano molto gentile che dopo la dimostrazione dei suoi magnifici lavori, ci vende un piccolo Taj e un elefantino di marmo, molto carini. In fine in hotel per riflettere sulle meraviglie appena viste.

GIOVEDI’ 14 GENNAIO 2010
Ieri sera sono stata male, credo di aver beccato un’infezione allo stomaco ma non so come ho fatto perché sono stata attentissima, niente cocktail, niente verdure crude, niente acqua dal rubinetto neanche per lavare i denti….non saprei, fatto sta che ho passato una notte d’inferno, soltanto l’antibiotico mi ha aiutata ma potete immaginare con che stato d’animo ho affrontato le 5 ore e mezza di viaggio da Agra a Orchha!!!!! Arrivati intorno alle 14 io sono rimasta in hotel e mio marito con Baba sono usciti a visitare la città, appena arriva farò scrivere a lui questa giornata. P. S. Baba dice che altri turisti hanno avuto lo stesso problema dopo aver bevuto l’acqua che ti danno compresa nel biglietto del Taj, dice che fanno finta che sia acqua minerale invece è quella del rubinetto, a me pare strano perché era chiusa e poi l’ha bevuta anche mio marito,comunque io ve lo dico per scrupolo, non si è mai troppo prudenti.

Sono uscito (Massimo) con Baba nel pomeriggio ed abbiamo visitato una serie di templi eretti nel 12 secolo DC vecchi di duemila anni. I costruttori di quel tempo ci sapevano fare visto che le costruzioni sono ancora in discreto stato di conservazione. Sono stati eretti in onore di Raj Mahal dio dei Maraja se ho capito bene. L’architettura è simile a quella di Chittorgar altrettanto antica. Oggi è un giorno santo ed i fedeli fanno il bagno nel fiume per purificarsi per poi andare al tempio a pregare. Nelle bancarelle ci sono dei dolci tipici del posto che vengono dati in dono nel tempio. Sono simili alla nostra pasta di mandorle ma non so quale possa essere il gusto.

VENERDI’ 15 GENNAIO 2010
Oggi tanto per cambiare c’è molta nebbia ma io sto bene e quindi possiamo andare in capo al mondo, partiamo alle 8.30 per Khajurao e prima di arrivare ci fermiamo nel nuovo ristorante di un amico di Baba, un signore anziano simpaticissimo che ci offre un the al ginger molto buono. Facciamo andiamo in hotel per uscire subito, la nostra guida è molto simpatica, parla abbastanza bene l’italiano misto allo spagnolo e bene l’inglese, parla tanto ed ha voglia di trasmettere le tradizioni del suo villaggio, con lui vediamo i templi est-sud-ovest-nord tutti molto belli anche se i più belli e numerosi sono quelli orientali (circa 12 templi), le sculture richiamano scene di vita, di guerra ma soprattutto del kamasutra. Alla fine la guida ci accompagna nel suo villaggio, la vecchia Khajurao nella quale vige ancora il sistema di casta, infatti ognuna ha la sua strada e poi c’è un capo villaggio eletto dagli abitanti, sono molto legati alle tradizioni persino nel costruire le case non vogliono cedere al cemento, costruiscono ancora con la cacca di vacca, legno e terracotta. È commovente conoscere un bambino che ci porta nella sua scuola e li dal direttore apprendiamo che è formata da volontari e il necessario per far studiare questi bambini lo comprano con le offerte delle persone, naturalmente anche noi abbiamo fatto un’ offerta e ci siamo sentiti un po’ nell’India di madre Teresa; le classi non hanno sedie, ne banchi, solo freddo cemento, ma riscaldato dai sorrisi e dall’entusiasmo che questi bambini hanno nell’imparare. Finito il giro torniamo in albergo per poi uscire alle 19.30 per andare al ristorante si trova proprio di fronte ai templi orientali, si chiama la terrazza restaurant e dovete provarlo perché si mangia da dio (italiano, cinese, indiano) e si paga pochissimo, davvero poco. Torniamo in hotel e aspettiamo domani, infatti alle 10 ci recheremo in aeroporto per partire per Varanasi.

SABATO 16 GENNAIO 2010
Alle 10 Baba ci viene a prendere e ci porta in aeroporto e dopo essersi sincerato che il volo partisse, non come quelli dei giorni precedenti che erano stati cancellati per la nebbia, ci ha salutati…..e così siamo soli adesso .Per fortuna dopo aver risolto qualche problemino con la compagnia di volo Kingfisher per via del peso dei bagagli che è aumentato vertiginosamente (problema risolto dicendo alla signorina che la prossima volta in India non avrei speso tanti soldi per comprare regali e quindi non avrei contribuito al turismo), siamo partiti per Varanasi e abbiamo trovato ad aspettarci il local agent con il driver, persone simpatiche e cordiali che ci hanno portati in hotel ( megagalattico) e ci hanno illustrato il programma. Intorno alle 16 ci siamo recati verso la città vecchia per fare un giro nelle vie vecchie e per raggiungere il Gange o Madre Ganga come lo chiamano gli induisti. Abbiamo una guida, Raj, che ci accompagnerà per la città e anche sul fiume, è disponibile e simpatico e dopo aver attraversato le vie stracolme di gente, raggiungiamo finalmente il Gange. C’è molta nebbia e i gradini sono ancora vuoti ma è suggestivo lo stesso, devo dire che la spiritualità io non l’ho sentita molto infatti credo che Varanasi sia diventata molto commerciale, ma i pellegrini ci credono veramente e credono davvero che nel Gange scorra il dio. Siamo arrivati al ghat delle cremazioni ed abbiamo assistito ad una di esse, prima il corpo viene bagnato nel Gange per la benedizione e poi coperto viene posto sul letto di legna che arde, ci vogliono dalle 3alle 4 ore e mezza perché bruci definitivamente. A me ha fatto un po’ d’ impressione, anche se sono d’accordo con la cremazione, ma fatta in questo modo è un po’ forte. Intorno alle 18.30 risaliamo il fiume verso il ghat delle cerimonie, vedere tutto questo colore, folclore, calore dalla barca è bellissimo, ci sono i brahmini che cantano e fanno offerte e una folla di gente sui gradini, proprio come si vede in tv. Infine andiamo via perché c’è molta nebbia e molto freddo, ma non prima di aver messo in acqua un offerta di fiori e fiaccole accese per benedizione a noi e alla nostra famiglia. Dal driver ci facciamo lasciare in un mall al cui interno troviamo mcdonald’s e pizza hut, a me e mio marito non sembra vero di poter mangiare qualcosa che non abbia il sapore delle spezie indiane, soprattutto dopo che sono stata male non posso sentirne l’odore, anche se mi è sempre piaciuta la cucina indiana!!! Dopo aver ingurgitato la pizza e il gelato, torniamo in hotel a piedi.

DOMENICA 17 GENNAIO 2010
Ci alziamo all’alba perché alle 6.15 il driver ci viene a prendere per fare il giro all’alba sul Gange, con la speranza di vedere l’alba, ma c’è troppa nebbia, il giro al mattino è’ interessante come quello della sera ma per cose diverse, infatti al mattino tutti i locali e i pellegrini si recano al fiume per lavare i panni e per fare loro stessi il bagno per purificarsi, devono crederci veramente perché lo fanno nonostante il freddo e la sporcizia del fiume. Finito il giro in barca camminiamo per la vecchia Varanasi sempre con la nostra guida per concludere il giro in un bazar, ho comprato un foulard di seta bellissimo, ho contrattato e alla fine ho portato il prezzo a meno della metà. Congedata la guida torniamo in hotel per la colazione e per il check out, facciamo un giro della città visitando il tempio dei buddisti e le rovine dove prima sorgevano i monasteri e dove Bhudda a quanto pare recitò il suo primo sermone, luogo interessante e pieno di nepalesi. Abbiamo anche visto l’università che è enorme e si estende su una superficie di 40 km, in attesa dell’orario per andare in aeroporto, andiamo da mcdonald’s e prendiamo i nuggets da 6 pezzi compreso di patatine e coca grandi e paghiamo in totale 144 rp cioè circa € 2.20, incredibile no? È ora di andare in aeroporto, la vacanza sta per finire, partiamo per Delhi e una volta arrivati troviamo un altro driver che ci porta in hotel. Riposiamo tutto il pomeriggio e risistemiamo le valigie per la partenza verso l’Italia. A cena ci facciamo coinvolgere dalla serata thai e paghiamo quasi 4000 rupie circa 60 €, cifra esorbitante per gli standard indiani, ma Delhi è la capitale e il ristorante è a 5 stelle. Ci siamo divertiti un sacco, abbiamo mangiato benissimo, tantissimo e ancora una volta senza spezie indiane, infine a nanna.

LUNEDI’ 18 GENNAIO 2010
E così siamo arrivati all’ultimo giorno, alle 10 circa lasciamo l’hotel con il nostro driver che ci porta in giro per Delhi. I monumenti che vediamo sono la moschea, il giardino dove c’è il luogo della cremazione di Gandhi ( e proprio qui mi hanno rubato la macchina fotografica, sgradito regalo prima di lasciare l’India), una tomba fatta costruire da una moglie per il marito, sulla falsa riga del taj mahal, quest’ultimo è molto più bello e maestoso, ma anche questa tomba è degna di nota. Poi abbiamo visto la president house, il parlamento, la india gate e infine abbiamo voluto vedere un mall e li abbiamo comprato circa 15 cd originali per 45 euro, l’ultima raccolta di Michael Jackson è costata 6 euro, pazzesco!!!!! Alla fine ci rechiamo in aeroporto e dopo aver aspettato che il nostro volo partisse alle 2 del mattino, ci hanno fatto partire con due ore e mezza di ritardo, in compenso però ci hanno dato gratuitamente la prima classe, uno sballo, abbiamo dormito comodamente, bevuto champagne e mangiato gamberoni. Però siamo arrivati a Parigi alle 8.30 e abbiamo perso la coincidenza per Malpensa, ci hanno comunicato che l’altro volo è alle 13.20 e così senza problemi arriveremo a Milano perchè il ritardo è un problema loro, la nostra destinazione definitiva è Malpensa e loro ci portano li, peccato che noi alle 14.30 avevamo la coincidenza per Palermo che perdiamo e dobbiamo acquistare altri due biglietti che a poche ore dal volo non so quanto ci costeranno!!!

Siamo a Palermo adesso e ci manca l’India. Saremo lieti di darvi tutte le informazioni che desiderate su questo splendido paese e su come risparmiare tanto.

Estratto dagli itinerari di viaggio:
Rajasthan e varanasi Rajasthan, Agra e Varanasi (16 giorni e 15 notti)
Tragitto del tour:Delhi / Mandava / Bikaner / Deshnoke / Kheechan / Jaisalmer / Khuri / Osiyan / Jodhpur / Ranakpur / Udaipur / Pushkar / Ranthambore / Jaipur / Bharatpur / Fatehpur Sikri / Agra / Varanasi / Delhi
Taj Mahal

Triangolo d'oro, Khaujarao e Varanasi (10 giorni e 9 notti)
Tragitto del tour: Delhi / Jaipur / Fatehpur Sikri / Bharatpur / Agra / Gwalior / Orchha / Khajuraho / Varanasi / Delhi

 

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(16 Gennaio 2010)  
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Incredibile India
(01 Marzo 2010)